#business

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Il (lungo) resoconto della carriera di un giovane game designer, dai debiti con le banche per completare gli studi, al lavoro in CD Projekt RED, con gli aumenti di stipendio che non arrivavano mai, il crunch perenne, e The Witcher 3, alla decisione (e allo spaesamento) di mettersi in proprio, nonostante le offerte più che generose degli headhunter, e una posizione di prestigio assicurata nello sviluppo di Cyberpunk 2077.

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“In USA meglio la violenza che il sesso, in Giappone il contrario. In Cina devi promuovere i valori del socialismo, o rischi multe e galera. In Germania niente svastiche nei videogiochi, ma nei film sono ok. In Russia niente gay grazie! In Brasile la gente è povera e quindi bisogna evitare di mostrare situazioni troppo esasperate dal punto di vista del consumismo! Un’altra ottima inchiesta dell’amico Super Bunny!”

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“For the statistically-inclined, there were 5018 games added to Steam in 2016, with an average of 73,000 copies owned per game and a median of 10,000 copies owned per game (meaning that the big sellers skewed the numbers a lot). In 2017, there were 7674 games added to Steam, but the average and median dropped – 47,000 average copies per game owned, and only 4,000 median copies per game owned. This means that the numbers are skewing even more towards the big sellers than the indie games than they were in 2016.”

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