Quiz senza computer ai colloqui tecnici per assumere coder: pro o contro?

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Da qualche giorno è in corso una “protesta” sui social contro le procedure di selezione dei programmatori durante i colloqui di lavoro, e in particolare contro la diffusa pratica di proporre dei “quiz” tecnici ai candidati, da risolvere carta e penna, oppure alla lavagna, senza l’ausilio di alcuna guida o help, né tanto meno di internet e dei motori di ricerca.

I fautori della protesta sostengono che i test carta e penna siano puramente nozionistici, non riflettano le reali condizioni di lavoro di chi programma, e favoriscano chi, magari ancora fresco di università, ha il tempo di prepararsi su certi tipi di quesiti, a differenza di chi invece lavora a tempo pieno, o magari ha una famiglia e dei figli a cui pensare, e non ha modo di ritagliarsi spazi di studio intensivo per prepararsi ai colloqui.

D’altro canto però, e queste sono riflessioni che sono emerse anche parlandone nella chat Discord (http://bit.ly/2hYHea3), queste procedure sono comunque necessarie per fare una scrematura dei potenziali candidati, e soprattutto per un intervistatore esperto il quiz alla lavagna non serve a valutare la nozionistica, quanto piuttosto a vedere come il candidato ragiona, come si comporta sotto pressione, come procede quando non ha la soluzione a portata di mano, e così via.

Però c’è anche chi dice che purtroppo intervistatori di questo tipo non siano una regola, e invece ci si ritrovi spesso ad avere a che fare con reparti HR dati in outsourcing a gente che fa il proprio lavoro meccanicamente, e che alla fine è solo interessata a compilare una checklist di risposte giuste o sbagliate.

Voi come la pensate?

“Hello, my name is David. I would fail to write bubble sort on a whiteboard. I look code up on the internet all the time. I don’t do riddles.”

Concordo con il tweet e col fatto che andrebbero misurate le prestazioni in una situazione reale. C’è da dire però che capisco assolutamente la necessità di restare comunque preventivamente le capacità di una persona, e che non é possibile fare periodi di prova a tutti. Quindi bisognerebbe mediare. Secondo me con due chiacchiere mirate sugli argomenti specifici per la figura ricercata, si può capire abbastanza bene quanto uno sa di cosa sta parlando o meno.

A me piace il metodo di Frictional http://frictionalgames.blogspot.it/2016/06/how-we-hire-at-frictional-games.html?m=1

How We Hire At Frictional Games

frictionalgames.blogspot.it
Now that we’re  in the process of hiring a new gameplay designer / programmer , it feels like a good time to talk about the hiring process h…

Wow, bello

Il problema non è la lavagna, è come la usi

Chiedere a qualcuno di investire molto tempo come fa frictional significa non voler assumere senior, che per la loro azienda ci sta pure ma in generale no. Bisogna avere molto rispetto del tempo del candidato

Essere pagati per fare il test mi sembra abbastanza rispettoso

Puoi pagare anche bene difficile che prenda una settimana o due di ferie dal lavoro per fare un test

io penso solo che chiunque abbia programmato il portale di Poste Italiane, quiz o non quiz, è un incompetente raccomandato.

A me è capitato di fare un vero e proprio test senza PC o comunque senza alcun supporto (manuali/reference) per un colloquio.
Si può ben immaginare come dopo 5 anni di lavoro (spesso fuori da ogni logica teorica) una cosa del genere è molto molto complicata. Però per chi esce dalla scuola (superiori o laurea siamo li, come concetto) che dovrebbe ovviamente essere più abituato al ragionamento cartaceo per algoritmi o altro potrebbe non essere così difficile/sbagliato.

Personalmente alle superiori il prof di informatica (ITIS Informatica Abacus) ci faceva fare interi compiti e interrogazioni scritte, senza pc.

PS: il test al colloquio l’avevo passato :)

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