Brain in the Box ha pubblicato un lungo memoriale sui problemi di sviluppo di Voodoo

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Gli ex sviluppatori di Voodoo (ora TITANS: Dawn of Tribes), i torinesi di Brain in the Box, hanno deciso di raccontare la loro storia sul loro sito ufficiale. Alla fine tra incompetenze e ingenuità del team, che era alla prima esperienza, e incomprensioni e dissapori con il publisher (anch’esso italiano), il tutto è finito in una gran perdita di soldi ed energie.

Ovviamente questa è la versione degli sviluppatori, e per avere un quadro completo della situazione sarebbe ovviamente meglio sentire la campana del publisher. Vedremo se risponderà!

Brain in the Box

bitbgames.com
Welcome to the official Brain in the Box site, italian indipendent videogame studio

That’s enough for me. Thank you.

I punti a sfavore sono molti.. ma più che altro, perché “incolparsi” così come se nessuno fosse capace a far nulla?

Spero siano quattordicenni, perche’ non ho abbastanza mani per fare facepalm duro abbastanza. Mannaggia al porco cazzo. Ma come si fa?

Cioe’ a che serve sta merda? Qual e’ l’obiettivo? Un testo incoerente, inutile, a professionalita’ sotto zero, da vergognarsi.

E vi prego, leggetelo in Inglese, perche’ oh, l’hanno messo su pure in Inglese eh.
Certo, tradotto alla “nuio vulevam savuar'”, pero’ eh, e’ li perche’ cosi’ ti puoi rendere conto fin dove arriva l’animo umano.

🙁

Io invece apprezzo che nel business in cui la quantità di tronfi di nulla e margherite super sensibili che ti bannano dalla vita anche solo per aver starnutito è incalcolabile ci sia qualcuno in grado di dire
WE JUST FUCKED UP, GUYS.

NO. 👎

La questione non è dire che hanno scagato, che va benissimo e non è manco una novità. Il problema è COME è scritto e perché.

Un post del genere è assolutamente non professionale e bisognerebbe vergognarsene.

V e r g o g n a r s e n e .

Il mondo degli indie non è mai stato detto sia facile, ma porca miseria, va bene anche sbatterci la faccia, ma farsi poi investire da un treno, e poi da ciò che viene anche dopo, NO.
Specie se poi ci si “ridicolizza” ancora di più con un testo del genere.

Solo che leggo “ci sono persone che ne sapevano poco etc” mi viene la pelle d’oca.
Perché va bene imparare, ma non quando ci sono in ballo cosi tanti soldi, un publisher, e in particolar modo un team con un po’ di persone!

Angelo Marco fatemi capire: una versione professionale di questo post sarebbe stato fatto… Come?

Andrea Gaminaction Lib a me non è parsa una scelta giusta, tutto qui.
Poi ci sono pareri e pareri, ma chissà se erano tutti d’accordo sul post.
Non credo che sminuire il proprio lavoro in questo modo sia un bene, nonostante si sia detta la più totale verità.
Per quest’ultima, tanto di cappello, ma forse avrebbero dovuto pensarci un attimino di più.
Da un certo punto in poi, pare quasi puntare il dito al publisher in primis..

Ma stai scherzando?

Cioe’ davvero ti devo spiegare che scrivere una cosa in inglese maccheronico e’ da rubagalline? Ma chi fa una cosa del genere.

Cioe’ davvero ti devo evidenziare tutti i passaggi che sono completamente sconclusionati? Senza capo ne coda?

Dice tanto ma non si capisce niente. Non si capisce neppure se da delle colpe al publisher o se le vuole assumere tutte il team, non si capisce se e’ una roba scritta da tutto il team, non si capisce chi era on board e chi no, e’ incomprensibile.

Ma mi devi far sempre bestemmiare tutti i santi. GOOGLE PORCOILCAZZO TRANSLATE:

– Creare di una pagina dedicata a Voodoo sul sito web della sua società;
– Create a page dedicated to Voodoo on the website of his company;

“BRAIN IN THE BOX”:
– Creating a Voodoo related page in the website of his society;

E no, non e’ SOLO l’inglese il problema, sono anche i contenuti.

Potevano scrivere semplicemente – il progetto si e’ rivelato troppo ambizioso e nonostante i nostri migliori tentativi abbiamo fallito, la societa’ e’ stata chiusa in bancarotta e questi sono i debiti che abbiamo, questo il lavoro fatto, i soldi li abbiamo usato per X,Y e Z e ce ne abbiamo rimessi un tot.

La colpa e’ nostra, abbiamo intrapreso un progetto troppo grande per il nostro team. Scusateci, ci abbiamo messo l’anima.

Calma Angelone, 🤗 io per comodità l’ho letto in italiano 😂 quindi tutta la questione del noio volevam savuar l’indriss me la sono risparmiata 🤣

Poi scusa se il loro pensiero è che alla personale inesperienza e incapacità si sia aggiunto un publisher fesso e/o disonesto e/o incapace a sua volta perché non dovrebbero dirlo?

Andrea Gaminaction Lib d’accordo solo sulla questione publisher 🙂 per il resto, si sono screditati e a me fan girare parecchio le balle sentire/leggere un team che si scredita così.. vorrei poterci fare due chiacchere per sgridarli xD

Vabbeh Andrea parlare con te è sempre parlare al muro. Ti ho detto che non è -solo- l’inglese e che il testo è completamente sconclusionato.

Se non spieghi le cose posso essere un muro uin cristiano o Gesù Cristo in persona cambia poco eh 😂

Definisci sconclusionato.

C’è una timeline, ti raccontano gli eventi, mettono cifre luoghi dialoghi…

Che ti manca? Gruppo sanguigno e codice fiscale?

Dici che hanno scritto troppo invece? E che c’è di male?

Per una volta che possiamo davvero capire come si è arrivati a partorire un FAIL epico…

In mezzo a tutti gli ipocriti che dichiarano sempre CAPOLAGOTY con 200 copie vendute a nonne e zie…

Poi quando arrivano in certi gruppi con l’idea geniale e uno gli dice: “ragazzi, guardate che forse è il caso di iniziare con qualcosa di meno ambizioso…”, passa pure per stronzo.
Io davvero non ho parole.

E vabbè, so’ ragazzi… 😅

Diciamo che meglio passare per str*** che lasciare qualcuno a rovinarsi la vita

un’intervista a Rosapepe e anche un’utile riassunto di tutta la faccenda http://www.webtrek.it/2018/02/voodoo-titans-brain-box-34bigthings-indiegala-rosapepe/

Voodoo di Brain in the Box: il fondatore di Indiegala racconta sviluppo, Kickstarter, Early Access

www.webtrek.it
Riccardo Rosapepe di Indiegala approfondisce la storia dello sviluppo di Voodoo di Brain in the Box e il passaggio a Titans Dawn of Tribes di 34BigThings.

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