#GDC17: The Salt and Sanctuary Postmortem

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Il postmortem di Salt and Sanctuary, dalla GDC 2017. Il gioco è stato creato dagli Ska Studios, ovvero la coppia marito/moglie che vedete qui nell’immagine di anteprima.

Gli Ska Studios sono uno dei tanti studi indie che hanno beneficiato del boost dei primi anni 2000, con titoli come The Dishwasher: Dead Samurai e ancor prima con I MAED A GAM3 W1TH Z0MB1ES 1NIT!!!1, mitologica prima posizione nelle sperdute classifiche degli XBLIG per un bel po’ di tempo.

Per questo è interessante anzitutto vedere come se la cava uno sviluppatore del genere dieci anni dopo, con l’indiepocalypse che bussa alla porta e i conti da far quadrare che aumentano sempre di più.

In buona sostanza, si tratta di un mix tra disciplina, talento, e le inevitabili botte di culo (tipo l’essere stati approcciati dal Sony Pub Fund).

Il talk è strutturato come un Q&A in cui i due dev rispondono alle domande che gli sono state poste su Twitter: c’è una buona alternanza di aspetti più tecnici (l’importanza dei tool, il source control) e di consigli della nonna (non dimenticarsi di fare esercizio, coprirsi bene quando fa freddo, e così via).

Come bonus, vengono svelati anche alcuni retroscena su come si sia arrivati ad avere la pessima localizzazione con cui il gioco ha debuttato. Due parole come indizio: Google Translate.

Buona visione!

Ai tempi aveva già fatto il botto prima con the dishwasher e poi con il giochino del cazz sugli zombie, con salt & sanctuary sono arrivati i big money

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